qual'è, a tuo avviso, la priorità per il Municipio XVII?

lunedì 22 settembre 2008

Notizie di oggi e "misfatti" di ieri... Quante Belle Bancarelle...

Anche se la memoria storica (e politica) degli italiani ha una durata media di 15 giorni, per cui ogni cittadino si fa fregare dallo stesso politico/coalizione circa 5 volte nell'arco di qualche anno.... io provo a portare alla vostra attenzione una recente intervista al Consigliere comunale Tredicine, sul tema dell'ambulantato e del commercio.

Poi, perchè sono bastardo dentro, vi presento una serie di articoli passati di autorevoli quotidiani che parlano di ambulantato, abusivismo e famiglie storiche del settore... In matematica siete bravi?

Allora fate due più due.

ARTICOLO (molto) RECENTE:

Il Tempo13/09/2008 :Obbligo inderogabile per tutti - con controlli severi - di segnalare a terra, con borchie, pedane o strisce lo spazio al suolo concesso per i tavolini; revisione del disciplinare tecnico sugli arredi; possibilità di portare a zero l'occupazione di suolo pubblico in alcune piazze storiche della città; giro di vite contro chi, con i suoi tavolini, intralcia i mezzi di soccorso.

Sono alcune delle proposte del consigliere comunale Giordano Tredicine, che potrebbero entrare a far parte della nuova delibera sull'occupazione di suolo pubblico in questi giorni al vaglio dell'amministrazione comunale che punta a metter fine, una volta per tutte, ai fenomeni di abusivismo in tutta Roma, con particolare riguardo a I, II e XVII Municipio.
«Ritengo sarebbe utile inoltre - aggiunge l'esponente del Pdl - l'istituzione di una commissione ad hoc che si occupi di tutte le problematiche legate all'occupazione del suolo pubblico». Non solo tavolini, quindi, ma anche «artisti di strada, urtisti, edicole e fiorai».
Secondo Tredicine è necessaria una «maggiore attenzione all'arredo urbano: basta con gli arredi che vanno a rovinare i contesti delle piazze più belle di Roma». Per questo si pensa alla necessità di «rimetter mano al disciplinare tecnico vigente» per andare a migliorare, lì dove necessario, le eventuali irregolarità. Tredicine parla di rivedere, ad esempio, i colori degli arredi per adattarli, lì dove serve, al contesto cromatico-urbanistico.
Un principio che dovrà valere, a suo avviso, anche per quei «segnali» che devono essere apposti a terra per delimitare lo spazio effettivamente concesso dal Comune - già previsto dall'attuale normativa - e che però non tutti rispettano: borchie metalliche, strisce dipinte o le famose «pedane» che se da una parte dovranno rispettare tutti i criteri di legge, dall'altra dovranno essere adeguate al contesto architettonico e ambientale.
Oltre che, naturalmente, al rispetto del traffico: mai più tavoli e ombrelloni che possano impedire il passaggio dei mezzi pubblici (soprattutto in curva) o che, soprattutto, intralcino i mezzi di soccorso o di pubblica sicurezza. Stop anche, sottolinea il consigliere Pdl, al «tavolino selvaggio» troppo vicino ai beni archeologici e culturali.
In certe piazze di particolare valore, la proposta di Tredicine per il nuovo piano è pensare a limitare al massimo la presenza di tavolini e ombrelloni: «Piazza di Spagna, Piazza Navona, Pantheon, l'area di San Pietro, piazza del Colosseo per fare qualche esempio: tutte zone dove prima si verificherà chi rispetta le regole e poi sarà necessario usare il massimo rigore nei confronti delle nuove richieste di occupazione. E le istanze di nuove occupazioni - diverse centinaia - attualmente in attesa di responso? «Se non saranno rispondenti alle norme - conclude Tredicine - allora devono essere annullate».
Gab. San.

ARTICOLI (mica tanto) ANTICHI:

Il Tar boccia il Campidoglio
La rabbia di Rutelli: " A Roma il sindaco non riesce a spostare una bancarella "

di GIOVANNA CAVALLI

La bancarella di frutta resta dov'e'. In bella vista in fondo a via Frattina. Uno "spettacolo imperdibile" anche per chi si affaccia da piazza in Lucina. Brutto, ma in regola. Cosi' ha deciso il Tar del Lazio sospendendo la decisione del consiglio della Prima circoscrizione che, con una deliberazione del 30 aprile, aveva bandito il banchetto dalla postazione all'angolo con via del Corso. Per i giudici l'ambulante risulta titolare di regolare autorizzazione. E questo basta, fino al giudizio di merito, per consentirgli di conservare la prestigiosa postazione. E il sindaco Francesco Rutelli, che di quel chiosco e di tanti altri piazzati in pieno centro storico farebbe volentieri a meno, accoglie l'ennesima bocciatura del Tar con sconforto: "Qui a Roma il primo cittadino non riesce nemmeno a far spostare una bancarella". E con irritazione. Visto che all'udienza davanti ai giudici amministrativi, il 5 giugno, c'era un posto vuoto. Quello dell'avvocato del Comune che non si e' presentato. "Ci muoveremo con il massimo rigore", promette Rutelli che ha subito ordinato al segretario generale di aprire un'inchiesta sull'accaduto. Per scoprire come mai il loro legale, incaricato di perorare la causa dell'amministrazione capitolina davanti al Tar, non sia mai arrivato alla seduta. Almeno per chiedere un rinvio. Chi ringrazia l'avvocato del Comune e' la famiglia Tredicine, titolare della licenza per il chiosco su via Frattina. E tramite dei prestanome, anche di molte altre licenze per il commercio ambulante nel cuore turistico della citta'. Da piazza Navona a Fontana di Trevi a via Condotti e di nuovo a via Frattina. Sempre del numeroso clan Tredicine e' anche l'altra bancarella di frutta e dolciumi che si affaccia su piazza di Spagna. Spiega il presidente della Prima circoscrizione Claudio Morezzi: "Da indagini della polizia municipale risulta che la licenza commerciale in questione presenta delle irregolarita'. Viene utilizzata per coprire due postazioni, una al Giardino del Lago a Villa Borghese e l'altra in via Frattina. Ma nel documento originale non c'e' traccia di questo secondo posteggio". E si fa notare che del documento viene esibita una fotocopia. L'originale, come spesso, curiosamente, accade agli ambulanti, e' stato smarrito. Se per le caldarroste, vendute a 1.000 lire l'una, d'inverno e d'estate, e' stata trovata una soluzione: i venditori, considerati stagionali, possono restare per un massimo di 90 giorni. Ad eccezione di quello di via Condotti, che ha una licenza vecchia e puo' restare tutto l'anno. Se il chiosco di via del Bottino, all'uscita della metropolitana di piazza di Spagna, sempre dei Tredicine, ad aprile e' stato costretto a spostarsi per motivi di sicurezza (e' l'unica recente vittoria dell'amministrazione) in quanto poteva ostacolare l'accesso dei vigili del fuoco, si qualifica modesto il risultato complessivo della lotta contro gli ambulanti del centro storico. A Rutelli rimane naturalmente il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar. Ma gli resta anche, proprio sotto la sua finestra in Campidoglio, un continuo promemoria: un baracchino di frutta e verdura in via del Tulliano, davanti ai Fori Imperiali. Rutelli aveva provato a mandare via anche quello, perche' gli rovinava il panorama. Il baracchino e' ancora li'.


"Non ce ne libereremo mai"

Cavalli Giovanna, Nese Marco
(12 giugno 1997) - Corriere della Sera

Di quei due brutti cosi non ci libereremo mai. Una bancarella su piazza di Spagna e una su via del Corso. A volte, per non arrabbiarmi, evito di passarci vicino. Che faremo? Ricominceremo a mandare fascicoli, con la speranza che qualcuno provveda". Incassa ma non si arrende Oliviero Testa, titolare con il fratello Osvaldo della omonima sartoria, presidente dell'Associazione commercianti di via Frattina, che da tempo cercano di allontanare i chioschi ambulanti di frutta, noccioline e liquirizie che troneggiano sulla strada. "Eppure basterebbe applicare la legge Galasso. E invece niente. Noi facciamo gli esposti, il Comune le delibere, e quelli ricorrono al Tar. Il massimo che siamo riusciti ad ottenere e' che si mettano per lungo, in parallelo col marciapiede, invece che in mezzo. Intanto pero' si allargano con vasi, ombrelloni e frigo. Hanno personale non in regola, non espongono i prezzi, intralciano il passaggio per i mezzi di soccorso. Ma restano qui".


21 dicembre 2007: “Bancarelle, ecco la holding”, titola a centro pagina Il Messaggero. Secondo il quotidiano una galassia di “scatole vuote”, facente capo alla famiglia Tredicine, gestirebbe la quasi totalità del commercio su strada nella Capitale. “Dichiarano ricavi per poche decine migliaia di euro, ma gestiscono centinaia di licenze (circa 600, ndr) nel cuore della città – scrive il giornale –. Cercare di fare chiarezza guardando le carte è un’impresa. Nomi e cognomi che si intrecciano, ritornano e si confondono e che puntualmente si aggiudicano bandi di gara per le bancarelle dei prodotti stagionali (quelle del cocomero a Ostia, quelle delle castagne in Centro, e quelle della festa della Befana a piazza Navona. Un esempio su tutti: delle undici postazioni soppresse nei giorni scorsi con un’ordinanza del Campidoglio per ragioni di sicurezza nell’area compresa tra via del Corso e piazza di Spagna, ben otto, secondo il Comune, fanno riferimento o sono collegate alla famiglia Tredicine”, si legge sul Messaggero, che ricostruisce i passaggi che hanno permesso la costruzione di un autentico “impero”, come viene definito, dal momento che solo con un camion bar sarebbe possibile incassare quotidianamente fino a centinaia di migliaia di euro al giorno, come rivela al quotidiano un operatore che preferisce restare anonimo. (fonte: il Velino)

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